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Pagina 1 di 2 DAFNE: ninfa, figlia del dio fluviale Peneo, corteggiata da Apollo, vistasi perduta, implorò suo padre che la trasformò in alloro. Apollo, vista la metamorfosi della ninfa, decretò che, da quel momento, la pianta sarebbe servita per incoronare i poeti, gl'imperatori e i più valorosi guerrieri.
CIPARISSO: giovinetto caro ad Apollo, dopo aver erroneamente ucciso il cervo dalle corna d'oro che il dio gli aveva regalato, volle morire, ma il dio, impietosito, lo tramutò in cipresso, simbolo della tristezza e sacro ad Ades, dio dei morti.
GIGANTOMACHIA: i giganti nacquero dal sangue (caduto sulla terra GEA) di Urano, quando fu evirato dal figlio Crono. La scena rappresenta il momento in cui essi cercano di strapparsi dal corpo le frecce avvelenate col sangue dell'Idra di Lerna scagliate da Ercole. I Giganti, soprafattori e malvagi, avevano osato sfidare Zeus per sovvertire l'ordine divino. Erano immaginati con serpenti al posto dei piedi al centro il loro capo Eurimedonte.
ESIONE: è raffigurata mentre addita un drago marino; il mostro ferito mortalmente da Ercole, si dimena in mezzo al mare. Il mito racconta che Laomedonte, re di Troia, padre di Esiòne e di Priamo, aveva il vizio di non mantenere la parola data. Così fece con Nettuno che lo aiutò a erigere le mura di Troia. Nettuno perciò inviò un mostro che sterminava uomini e bestie. Era una vera sventura e l'oracolo sentenziò che, per porre fine a tale calamità, bisognava sacrificare la bella figlia Esiòne. Ercole si offrì di liberare Troia dal mostro a patto che Laomedonte gli regalasse i cavalli che aveva avuto in dono da Zeus per il rapimento di Ganimede, ma quando egli liberò la giovane dalla mala sorte, Laomedonte non mantenne il patto e così Ercole lo uccise.
ENDIMIONE: era un bellissimo pastore della Caria che, per aver osato corteggiare Hera, fu condannato da Zeus a dormire per quarant'anni sul monte Latmo. Artemide, impietosita e innamorata del giovane, andava a visitarlo ogni notte, sotto le spoglie della luna (Selene), per baciarlo coi suoi pallidi raggi di luce. Un altra versione vuole che di Endimione s'innamorasse Artemide dandogli cinquanta figlie e poi, non tollerando l'idea che lui morisse, lo abbia messo a dormire per sempre in una caverna sul monte Latmo in Caria dove giacque per l'eternità mantenendosi giovane e bellissimo. ARIONE: famoso poeta lirico e musico dell'isola di Lesbo, suona la cetra seduto sul dorso di un delfino, sotto una tenda rossa stesa da due amorini. Tutt'intorno sono tritoni, delfini, grifoni cavalcati da amorini, ecc. ecc. Il mito canta che Arione, figlio di Posidone, mentre viaggiava per mare, fu depredato dai marinai di tutto ciò che possedeva e stava per essere ucciso. Quale ultimo desiderio ottenne di suonare la cetra e, così facendo, attirò molti delfini, che, incantati dalla musica, accerchiarono la nave. Arione si gettò in mare e un delfino lo trasse in salvo trasportandolo in patria.
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