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Tecniche di arte musiva e storia del mosaico
Scritto da Sebi Arena   
Per i pavimenti generalmente si utilizzava l'opus tasselatum (i mosaici più frequenti del mondo romano con tessere di taglio regolare) e l’opus vermiculatum costituito da tessere molto piccole di marmi e paste vitree. L’opus musivum, sia pavimentale che parietale, fu costituito dall’accostamento di tessere, oltre che di marmo, di pasta vitrea, madreperla e smalti, che si diffuse in età imperiale, sia negli edifici pubblici che nelle ricche dimore private. In età imperiale l’opus musivum si diffuse praticamente fin nei luoghi più remoti dell’impero romano da oriente a occidente e con esempi superbi nelle province meridionali di Sicilia e d’Africa.
L’opus musivumraggiunse il massimo splendore e i migliori risultati stilistici nel periodo bizantino che raccolse  e rielaborò l’eredità tardo-romana (una sfumata anticipazione la osserviamo nella scena della domina nel vestibolo trapezoidale della villa di Piazza Armerina). I più sfolgoranti esempi sono certamente quelli di Ravenna, rappresentazioni del potere fastoso terreno e di quello simbolico divino.
Il mosaico sembra avere esaurito la sua carica espressiva dopo gli ultimi esempi (tessere vitree con foglia d’oro) dell’arte normanna (Cattedrale di Monreale, Cappella palatina di Palermo, etc.) e declinò fino al periodo rinascimentale, anche se grandi artisti ci diedero esempi notevoli di arte musiva. Non va dimenticato che in periodi successivi il mosaico venne ancora utilizzato seppure per opere isolate come a S. Marco in Venezia o a S. Pietro a Roma.
Si doveva giungere al Settecento per ritrovare una particolare tecnica musiva che consisteva nell’uso di tessere molto piccole e tali da  poter creare quadretti ornamentali o composizioni figurative atte a impreziosire tavoli o altri arredi delle stanze gentilizie. Tale orientamento artistico durò fino alla fine dell’Ottocento allorch? si assistette a un rinnovato interesse per la decorazione musiva applicata all’architettura. Era la belle ?poque, periodo fortemente creativo e sperimentale in tutte le arti. Nel XX secolo mirabili esempi evocativi di recupero storico e di eclettismo le ritroviamo a Praga con le opere di Alphonse Mucha, a Barcellona con quelle di Gaudì, a Bruxelles con quelle di Klimt, in Italia con le opere di Sironi che fece rivivere l’arte musiva nell’ambito dell’arte contemporanea.