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Pompei - La Casa del Fauno Stampa E-mail
La casa del fauno, con i suoi 3000 metri quadrati di estensione, era l’abitazione più grande di Pompei. Essa occupa l’intera insula. La casa del Fauno conta due ingressi, quello di sinistra fungeva da accesso di rappresentanza, quello di destra portava invece alla zona privata.
Lo sviluppo dell’ingresso di rappresentanza segue un ordine assiale tipico delle case della classe dirigente dell’epoca: facies (ingresso), atrio e tablino; questo faceva si che lo sguardo del visitatore o del passante fosse indirizzato direttamente all’atrio e al tablino così da valutare immediatamente lo status sociale del padrone di casa.
Il pavimento dell’ingresso è realizzato con piastrelle triangolari che terminava con una soglia a mosaico raffigurante ghirlande e maschere tragiche (mosaici custoditi oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli).
Nell’atrio tuscanico, facente parte dell’ingresso di rappresentanza, il tetto non è sorretto da colonne, come di consuetudine in quel periodo. Nell’atrio tetrastilo, che segue l’ingresso privato, il tetto è invece sostenuto da quattro colonne (tetra: quattro, stilo: colonne).
Al centro dell’atrio tuscanico si trova la copia della statua del “fauno” che dà il nome alla casa: la statua originale, risalente al II secolo a.C., si trova al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Altri ambienti come camere da letto, sale da pranzo e soggiorno presentavano al centro del pavimento rappresentazioni musive che raffiguravano soggetti vicini all’uso delle stanza: scene erotiche tra un satiro e una ninfa, colombe e un gatto che cattura un uccello.
Il tablino era la stanza dove il padrone riceveva i clientes, dunque doveva avere un aspetto più autorevole; il pavimento infatti è costituito da mattonelle di pietra ordinate in modo tale da simulare dei cubi in prospettiva. Inoltre in questo ambiente era forte l’impatto scenico dato dalle colonne del primo peristilio che facevano da sfondo.
Esaminando le zone private e le zone aperte al pubblico emergono differenze sostanziali nelle decorazioni musive; nelle prime troviamo rappresentazioni “spensierate”con soggetti naturalistici e di vita quotidiana, nelle seconde invece ritroviamo decorazioni più serie, simili a quelle che si adoperavano negli immobili pubblici.
A ridosso degli atri e del tablino si trovano due ampi giardini con peristili divisi da una serie di locali. Tra questi spicca l’esedra, l’ambiente più lussuoso e ricco di tutta l’abitazione.
All’interno dell’esedra si trovano colonne corinzie, con capitelli che una volta erano stuccati e dipinti. Il pavimento era costituito dal magnifico mosaico che ora è custodito al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, il mosaico de “La battaglia di Isso” raffigurante Alessandro Magno e il re persiano Dario.