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Pompei - la casa degli amorini dorati Stampa E-mail
Questa casa prende nome dagli amorini incisi su lamine d’oro (custodite al Museo Archeologico Nazionale di Napoli che decoravano uno dei locali, probabilmente la camera da letto, attigui al peristilio.
Gli ambienti che non hanno subito modifiche sono l’atrio, il tablino ed il salone; il resto della casa, che si snoda attorno al grande peristilio munito di giardino, è stata invece oggetto di ampliamenti nel corso della sua storia. Ovviamente defilati, rispetto al centro della casa, gli ambienti della servitù (quartiere servile), che sono ubicati vicino all’uscita  posteriore.
Nel salone il pavimento è a mosaico nero e bianco e presenta al centro un ampio rosone con decorazioni geometriche. Questo tipo di decorazione musiva è tipico dell’età augustea, diversamente dalle decorazioni “secondo stile” che prevedevano invece la presenza di un vero e proprio quadretto a mosaico policromo al centro della stanza.
Sono state ritrovate iscrizioni graffite che fanno derivare a Poppaeus Habitus l’appartenenza dell’edificio, parente di Poppea, moglie di Nerone.