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I mosaici del Duomo di Cefalu Stampa E-mail
Il Duomo di Cefalù è un monumento arabo-normanno del XII secolo d’eccezionale interesse storico e artistico. Si tratta di una delle più grandi cattedrali siciliane che, realizzata su progetto “normanno”, risente fortemente del bagaglio artistico-culturale degli esecutori, arabi e bizantini, che erano siciliani.
I lavori per la sua costruzione cominciarono nel 1131, per volere di Ruggero II che probabilmente aveva l’intenzione di destinare l’edificio a Pantheon della monarchia normanna. Questo spiega la presenza di due sarcofagi in porfido che si trovavano all’interno, poi trasferiti nella Cattedrale di Palermo da Federico II. Tuttavia, secondo la tradizione, il Duomo fu innalzato al Salvatore, in osservanza di un voto di Ruggero II che, travolto da una tempesta, trovò scampo presso la costa di Cefalù.
La facciata si erge tra le due maestose torri normanne. Ad un attento osservatore non sfuggirà di certo la differente forma delle cuspidi e dei merli alla sommità delle due torri; alcuni studiosi attribuiscono queste differenze al fatto di voler rappresentare distintamente il potere civile  e quello religioso. La torre di destra con la cuspide a forma di Mitra rappresenta il potere vescovile, quella di destra maggiormente decorata e con la cuspide poliedrica rappresenta invece la corona regale.
L’interno è suddiviso in tre navate che terminano ciascuna con un’abside; ovviamente è la centrale quella più imponente. Una volta entrati, l’attenzione è subito catturata dai magnifici mosaici (1148), dai toni di una varietà e brillantezza stupefacenti, su fondo dorato che ornano l’abside e le sue pareti laterali, l’emiciclo (sottostante l’abside) e la fascia del coro.
Nell’abside è raffigurata l’immagine del Cristo Pantocratore, con le braccia allargate, una in segno di benedizione, l’altra mentre regge la bibbia. Nella bibbia è riportata, in greco e in latino, la frase: ”Io sono la luce del mondo, chi mi segue non cammina nelle tenebre,ma avrà luce di vita”. L’immagine riporta alla memoria il Cristo Pantocratore di Monreale e quello della Cappella Palatina del Palazzo dei Normanni; qui a Cefalù però la caratterizzazione dei lineamenti della figura di Cristo lo rende più “umano”. Si dice anche che, per rendere omaggio a Ruggero II, l’artista che eseguì il mosaico si ispirò ai lineamenti del Re.
Nell’emiciclo è raffigurata invece l’immagine della Madonna che prega assieme a quattro arcangeli e, nella parte inferiore, ai dodici apostoli.
La fascia del coro è caratterizzata dalla presenza di quattro angeli e quattro arcangeli, mentre nelle pareti dell’abside ritroviamo mosaici della fine del 1200 rafiguranti santi e profeti che attorniano il Cristo, immagine predominante.
Oltre ai citati mosaici la chiesa custodisce altre opere d’arte: un affresco della “Madonna con bambino” del XIV secolo, il vecchio trono episcopale, a destra del coro, ed il trono reale in marmo e mosaici (attualmente in restauro).